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La nostra storia.

“Famiglie in tandem” nasce nel 2004 su iniziativa dell’azienda territoriale Tecum con la collaborazione di un gruppo di volontari tra cui insegnanti, genitori, ex-docenti. Tecum ha dato vita ad un progetto volto alla costituzione di una rete di rapporti di solidarietà tra le famiglie.

Il progetto è stato proposto ai sei comuni del distretto di Mariano Comense ovvero Lurago d’Erba, Inverigo, Arosio, Cabiate, Carugo e Mariano Comense.

Rispondendo a questo invito, dopo un percorso di sensibilizzazione e formazione che ha interessato tutto il territorio del distretto, in Lurago d’Erba i volontari hanno dato vita a questo gruppo in collaborazione con i servizi sociali comunali e varie associazioni.

 

Il nostro stare insieme.

Pensiamo che molti problemi del nostro vivere derivino da una mancanza di relazioni che spesso inaridisce la convivenza tra gli adulti spezzando legami affettivi e rapporti umani.

A farne maggiormente le spese sono i più piccoli. Siamo convinti che per guarire da questo diffuso malessere si debba partire dalle famiglie che sono risorsa vincente se si aprono al mondo, se sanno vivere integrate fra loro e nel contesto sociale, se si adoperano per favorire gesti di solidarietà diffusa.

Crediamo anche nel valore primario dell’accoglienza, intesa come stile di vita, capace di arricchire reciprocamente la famiglia aperta e le persone in difficoltà.

 

Ampliamo i rapporti di solidarietà.

L’obiettivo principale del nostro gruppo è diffondere la cultura dell’accoglienza, creare nuovi legami per renderci solidali con gli altri perché nessuno basta a se stesso.

Promuoviamo l’attenzione alle problematiche del disagio giovanile dando ampio spazio ai bisogni emergenti di questi ultimi anni causati dall’inserimento di minori provenienti da culture diverse e che richiedono interventi mirati.

Tramite l’intervento di gruppi come “Famiglie in tandem” si può aiutare la collettività a farsi carico delle difficoltà dei propri membri valorizzando le risorse e le competenze di ciascuna famiglia.

E’ possibile trasformare la generosità dei singoli da esperienza isolata, e per questo spesso difficile, in patrimonio condiviso e sostenuto da una comunità.